LA VIE EN ROSE? Rassegna di cinema francese


Inaugura la rassegna “La vie en rose? La forza dello sguardo femminile”, ciclo di film in francese dedicati all’uguaglianza di genere proposta da Alliance Française Torino in collaborazione con Institut Français Italia, Università Italo-Francese e l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, fa parte del calendario di Torino Città del Cinema 2020.

Proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano, interventi dei relatori in lingua italiana. Ingresso libero fino a esaurimento posti.  Sede: Alliance Française di Torino, via Saluzzo 60. 

La rassegna al momento è rimandata; le nuove date verranno comunicate non appena possibile.

Giunge al terzo anno consecutivo la collaborazione tra Alliance française Torino, Institut Français Italia, Università Italo-Francese e l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, nata per promuovere un cinema francese e francofono di qualità. La rassegna presentata quest’anno si inserisce nel calendario di eventi e proiezioni di Torino Città del Cinema 2020 ed esplora il tema dell’uguaglianza di genere attraverso lo sguardo di 3 autrici francofone accomunate dalla capacità di raccontare figure femminili esenti da stereotipi di genere, in contesti sociali e culturali differenti.

Il cinema, quando diventa qualcosa in più del puro intrattenimento, indaga il nostro rapporto con il reale, raccontando la società presente e la sua evoluzione, attraverso uno sguardo originale, sia esso introspettivo o visionario. La vita delle donne, vista dalle donne e descritta dalle donne, si articola in un racconto per immagini denso di sorprese, capace di superare stereotipi di genere fortemente radicati e trovare orizzonti narrativi inesplorati.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, individua 17 traguardi da raggiungere entro il 2030; al punto n°5 c’è il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli sociali ed economici, entro il 2030. Un obiettivo che si scontra con le differenti problematiche presenti nei vari Paesi del mondo e che il cinema prova a raccontare, grazie ai nuovi (e ancora limitati) spazi ottenuti dalle donne ai vari livelli della produzione cinematografica: nella regia, nella sceneggiatura, nella scenografia e nel montaggio, con un conseguente mutamento di sensibilità e di sguardo.

Le opere selezionate in questo ciclo di proiezioni offrono uno spaccato sull’evoluzione del ruolo della donna e fotografano una nuova consapevolezza di sé che si esprime attraverso il cinema d’animazione (Aya de Yopougon di Marguerite Abouet e Clément Oubrerie, autori dell’omonimo romanzo a fumetti), il documentario (Pauline s’arrache primo lungometraggio della giovane regista francese Emilie Brisavoine) e la fiction (Fidelio, l’Odyssée d’Alice di Lucie Borleteau).

La rassegna è introdotta dalle Professoresse Chiara Simonigh, Teresa Biondi e Giuliana Galvagno docenti dell’Università di Torino, con un approccio che mette in dialogo discipline differenti come Estetica del Cinema, Teorie dei Media e Culture Visuali.

 

PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI E SINOSSI

Giovedì 27 febbraio H 18.30 –> data rimandata

Aya de Yopougon di Marguerite Abouet e Clément Oubrerie | 2013 | 1h 24min

Film d’animazione francese diretto da Marguerite Abouet e Clément Oubrerie e basato sull’omonimo romanzo a fumetti degli stessi autori. Durante gli anni Settanta la giovane Aya vive in un sobborgo di Abidjan in Costa d’Avorio, con la madre che fa la guaritrice e il padre, venditore di birra. A differenza delle sue migliori amiche, Adjoua e Bintou, che pensano solo al divertimento e ai ragazzi, Aya è una ragazza seria e studiosa: il suo sogno è diventare medico. La situazione precipita quando Adjoua scopre di essere incinta. Tratto dall’omonima graphic novel. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar.

Introduce Chiara Simonigh, Università degli Studi di Torino

 

Giovedì 12 marzo H 18.30 –> data rimandata

Fidelio, l’Odyssée d’Alice di Lucie Borleteau | 2014 | 1h 37min.

Alice fa il marinaio. Félix, il suo uomo, l’aspetta sulla terra ferma, mentre lei si imbarca sul Fidelio, un vecchio cargo, come secondo meccanico. A bordo scopre non solo che il suo predecessore è appena morto, ma che il comandante altri non è che Gaël, il suo primo grande amore. Nella sua cabina, inoltre, trova un taccuino appartenuto all’ex meccanico, e la lettura di quelle annotazioni, tra problemi meccanici e malinconie amorose, entra stranamente in risonanza con quello che lei sta vivendo. Di scalo in scalo, tra la vita di bordo insieme a un equipaggio tutto al maschile e i suoi amori altalenanti, la giovane cerca di mantenere la rotta.

Introduce Teresa Biondi, Università degli Studi di Torino

 

 Giovedì 26 marzo H 18.30 –> data rimandata
Pauline s’arrache di Emilie Brisavoine, 2015, 1h 28 min

Il primo lungometraggio della giovane regista francese Emilie Brisavoine ci catapulta nell’intimità di una famiglia fuori dagli schemi. Pauline s’arrache è un documentario viscerale che mette a nudo la vita movimentata di Pauline, quindicenne dal carattere di fuoco e sorellastra della regista stessa che l’ha seguita con la sua videocamera durante quattro anni. Pauline è rimasta da sola a vivere con i propri atipici genitori: la madre, ex-regina della notte innamorata di un giovane travestito, suo padre. La sua convivenza con la famiglia è esplosiva, perché nella vita di Pauline nulla è semplice: né il genere dei suoi genitori, né l’amore che essi provano per lei. Tanto meno i ricordi d’infanzia, al contempo magici e tragici.

Introduce Giuliana Galvagno, Università degli Studi di Torino